Le forme di insufficienza mitralica

L’origine dell’Insufficienza mitralica può essere di tipo organico o primaria (Insufficienza mitralica acuta) oppure di tipo funzionale o secondaria (Insufficienza mitralica cronica)

Insufficienza mitralica acuta

L’alterazione morfologica della valvola cardiaca è provocata da malattie che ne danneggiano la struttura originaria: tra le forme degenerative della mitrale è possibile includere: la degenerazione mixomatosa (lo strato intermedio del connettivo dei lembi valvolari viene colpito da un tumore - il mixoma - che ne modifica la matrice extracellulare); la deficienza fibroplastica (perdita di tessuto collagene ed elastico); le calcificazioni dell’anulus o anello mitralico.
Vi sono poi forme indotte da endocardite reumatica o batterica e da difetti congeniti - presenti fin dalla nascita - quali la schisi o cleft (fessurazione del lembo valvolare anteriore); il doppio orifizio; la valvola a paracadute (le cuspidi della mitrale sono allungate e collegate ad un solo muscolo papillare sottovalvolare). Infine vanno considerate le causa ischemiche come la fibrosi o la rottura del muscolo papillare a seguito di un infarto del miocardio.
La calcificazione dell’anello mitralico è piuttosto frequente nella popolazione anziana, in primis femminile. La forte evidenza nei soggetti d’età avanzata induce a pensare che ciò sia dovuto allo stress funzionale che la valvola subisce nel corso degli anni. Il mixoma, l’ipertensione arteriosa, l’insufficienza renale cronica e il diabete accelerano il processo di deposito dei sali di calcio sull’anello mitralico. 

Insufficienza mitralica cronica

Nella forma cosiddetta “funzionale o secondaria”, la valvola mitrale viene descritta come normale dal punto di vista anatomico e pertanto priva di lesioni organiche, seppur non più idonea a svolgere il proprio “lavoro” per via  della modificazione subita dalla geometria del ventricolo sinistro al quale è strettamente connessa. In realtà questo concetto non corrisponde a verità, poiché anche i lembi (cioè le cuspidi valvolari) non sono del tutto integri. Alla luce di ciò è possibile riconoscere tre cause principali per l’Insufficienza mitralica funzionale: la dilatazione dell’anulus (anello) mitralico; l’allungamento delle corde tendinee; la dilatazione/disfunzione del ventricolo sinistro. 

Sintomi e diagnosi

I sintomi

Nei pazienti con Insufficienza mitralica funzionale (cronica) non si hanno disturbi fino a quando il ventricolo sinistro non va incontro a scompenso: la patologia può rimanere silente per decenni.
 
In soggetti con Insufficienza molto lieve o moderata, invece, la malattia non dà segno di sé per tutta la vita e non produce alcuna conseguenza. 
 
Quando, al contrario, l’Insufficienza mitralica è tipo organico (acuta), l’insorgenza è spesso rapida ed improvvisa e le ripercussioni sulla salute del paziente molto gravi.
 
In entrambe le forme d’Insufficienza si conferma fondamentale la non sottovalutazione della sintomatologia, anche minima. Il primo consiglio rimane quello di affidarsi a Centri cardiologici di Alta Specialità in grado di formulare diagnosi precise sulla base delle evidenze cliniche e in rapporto ai risultati degli esami strumentali effettuati: se la patologia non viene affrontata in modo adeguato, il rischio è quello di sviluppare un’importante insufficienza cardiorespiratoria.
 
E’ necessario rivolgersi al proprio medico quando si presentano, in maniera persistente, questi sintomi:
  • Mancanza di respiro (dispnea), sotto sforzo o a riposo
  • Senso di affaticamento
  • Tosse notturna
  • Palpitazioni (battiti accelerati)
  • Piedi e caviglie gonfi
  • Dolore al torace

La diagnosi

Alla diagnosi d’Insufficienza mitralica si arriva attraverso l’esame delle manifestazioni cliniche. e alcune indagini strumentali mirate alla caratterizzazione del difetto valvolare.
 
Ad esempio:
  • Radiografia toracica
  • Ecocardiografia
  • Elettrocardiogramma
  • Ecodoppler
  • Ecocolordoppler
  • Cateterismo cardiaco (Ventricolografia, Angiografia, Coronarografia)
  • Risonanza Magnetica toracica
  • TAC del torace 

Può essere richiesto anche uno studio elettrofisiologico del cuore, cioé l’analisi del sistema elettrico del cuore per individuare possibili aritmie (alterazioni del battito cardiaco) collegate alla patologia.

Come si cura

Come trattare l'insufficienza mitralica

I pazienti che non presentano disturbi - e per i quali si ha una diagnosi di lieve prolasso della mitrale - in genere non richiedono alcun tipo di trattamento. Se vi è una concomitante alterazione del battito cardiaco, confermata dall’esame con Elettrocardiogramma, si può procedere alla somministrazione di farmaci antiaritmici. Nei casi in cui sia stata individuata un’Insufficienza mitralica di maggiore gravità, associata a scompenso del ventricolo sinistro, l’indicazione terapeutica prevede l’intervento chirurgico.
L’intervento viene consigliato anche in situazioni in cui in assenza di una vera e propria “successione” di sintomi, il ventricolo sinitro risulti comunque danneggiato dalla patologia. Le opzioni di cui dispone il cardiochirurgo - attuabili pure con metodiche mininvasive e ultramininvasive - si traducono nella riparazione della valvola originaria (valvuloplastica) o nella sostituzione della mitrale difettosa, impiantando al suo posto una valvola artificiale.

Vi sono differenti plus di riparazione mitralica:

  • asportazione della parte prolassata del lembo posteriore della valvola e successiva chiusura del difetto
  • ricostruzione delle cuspidi con inserimento di anello protesico (anuloplastica) per fornire un sostegno supplementare alla valvola
  • rispristino delle normali dimensioni dell’anulus mitralico - ormai dilatato - sempre con impianto di protesi artificiale (Cardioband)
  • eliminazione del “rigurgito” (reflusso sanguigno) accorciando, allungando o sostituendo le corde tendinee che tengono in posizione corretta la mitrale (Neochord)
  • sutura dei lembi per impedirne il movimento eccessivo e quindi la loro continenza fisiologica
  • creazione di un doppio orifizio valvolare tramite applicazione di clip metallica (MitraClip)
  • cucitura del muscolo papillare sottovalvolare “spaccatosi” dopo infarto miocardico acuto.